Marzo è il mese del tagliando. Il drone ha passato l'inverno in una custodia, il firmware è andato avanti da solo, le batterie hanno perso qualcosa e le regole non sono rimaste ferme. Due settimane di manutenzione ordinata valgono una stagione senza sorprese.
Il tagliando in quattro passaggi
1. Ispezione meccanica. Eliche una per una contro luce, cercando crepe e scheggiature sui bordi; serraggio delle viti dei motori; verifica del gioco di ogni motore facendolo ruotare a mano, che deve girare libero, senza attriti irregolari né gioco laterale. Un rumore metallico o un "grattamento" significa cuscinetto da sostituire, non da rimandare.
2. Sensori e ottiche. Pulizia con panno in microfibra di obiettivo e sensori di ostacolo, verifica che il gimbal si muova liberamente su tutti gli assi, controllo del cavo del gimbal, pulizia dei contatti delle batterie.
3. Batterie. Controllo della resistenza interna di tutti i pacchi e ritiro di quelli degradati; verifica che i pacchi rimasti fermi siano rimasti a tensione di stoccaggio; numerazione e rotazione ordinata per farli invecchiare in modo uniforme.
4. Ricambi. Un set di eliche nuove, un cacciavite adatto, schede di memoria formattate. La sostituzione preventiva delle eliche a inizio stagione è la manutenzione con il miglior rapporto tra costo e rischio evitato.
Il calendario dei controlli, distinto tra dopo ogni volo, ogni dieci-venti voli e ogni stagione, è riassunto in cosa controllare e ogni quanto.
Il firmware si aggiorna adesso, non sul campo
L'aggiornamento va fatto a casa, con calma, con drone e radiocomando sopra il 50 per cento di carica, aggiornando tutti i pezzi dell'ecosistema alla stessa versione: velivolo, radiocomando, batterie (che hanno un firmware anche loro), eventuale visore o payload.
Dopo l'aggiornamento c'è un passaggio che quasi tutti saltano: ricontrollare le impostazioni. Gli aggiornamenti maggiori possono riportare ai valori di fabbrica quota massima, distanza massima, quota di rientro automatico e comportamento in caso di perdita del segnale. Ritrovarsi con una quota di rientro più bassa degli alberi che circondano il punto di decollo è un incidente già scritto. Chiude la procedura un volo di prova in area sicura.
Calibrare solo quando serve
La bussola si calibra quando l'applicazione lo chiede, dopo uno spostamento di centinaia di chilometri, o se il drone in volo descrive lente circonferenze invece di restare fermo. Sempre lontano da armature in cemento, veicoli, ringhiere, linee elettriche e telefoni, su terreno naturale e mai su asfalto o su un tavolo metallico.
L'unità inerziale si calibra ancora più di rado: dopo un urto significativo, se il drone deriva costantemente in aria calma o se l'orizzonte artificiale appare inclinato. Va fatta su una superficie perfettamente orizzontale, a mezzo spento da qualche minuto, a temperatura ambiente. La distinzione tra i due casi, con i sintomi che li rivelano, è spiegata in quando calibrare bussola e IMU, e quando no.
Il ripasso delle regole
Prima del primo volo vero conviene riaprire tre cose: la mappa delle zone geografiche sull'area dove voli abitualmente, che può essere cambiata durante l'inverno; le condizioni della polizza; e la propria checklist, che dopo mesi di pausa smette di essere automatica. Chi non ne ha una, in primavera è il momento di adottarla: la checklist prima del decollo è un buon punto di partenza da adattare al proprio mezzo.
Aggiungi due voci che in primavera contano più che in altre stagioni: la vegetazione è cresciuta e gli ostacoli memorizzati l'anno scorso non sono gli stessi; e le aree agricole tornano frequentate da mezzi e persone, che in categoria Open sono persone non coinvolte a tutti gli effetti.
La lista di aprile
- Primo volo di collaudo in area libera, in giornata calma, senza riprese da consegnare.
- Prove di rientro automatico da distanze e orientamenti diversi.
- Un allenamento con il muso rivolto verso di te, che dopo l'inverno è sempre arrugginito.
- Apertura del logbook della stagione: mezzo, batterie, manutenzione fatta a marzo.
Domande rapide
- Ogni quanto vanno cambiate le eliche?
- Non esiste una scadenza a calendario: si sostituiscono quando presentano crepe, scheggiature o deformazioni, e in via preventiva ogni cinquanta-cento voli o a fine stagione. Sono il componente più economico e quello che causa i danni più costosi.
- Conviene calibrare la bussola prima di ogni volo?
- No. La calibrazione va fatta quando l'applicazione la richiede, dopo uno spostamento geografico di centinaia di chilometri o in presenza di comportamenti anomali. Eseguirla in un luogo magneticamente disturbato scrive nel drone un modello di errore sbagliato e peggiora le cose.